Monica MELANI ama definirsi “una creativa a tutto tondo”; artista, madre, imprenditrice, fondatrice e direttrice di due scuole per operatori e counselor olistici a mediazione artistica, operatrice culturale… un “athanor alchemico alimentato dal sacro fuoco del femminino”.
Alberoandronico | XII Edizione | Antologia

30/06/2020

Alberoandronico | XII Edizione | Antologia

Premio Nazionale di Poesia, narrativa, fotografia, cortometraggi e Pittura

"Al di là del buio, antiche Maestrie". Per MelAjna la pratica artistica è un dialogo interno/esterno, attraverso cui ri-conoscere e comunicare con le parti più profonde di sé. Un'arte catartica che si fa strumento per stimolare e facilitare processi di trasformazione e crescita consapevole, in grado di nobilitare, attraverso una ritrovata armonia psicofisica, l'animo umano e quindi le relazioni, l'ambiente ed il mondo che ne deriva. Arte e Vita intimamente connesse, in quanto animate dalle stesse leggi e sostanza: tutta la sua vita ne è testimonianza concreta. Ha scritto a tal proposito un libro, di prossima uscita, in cui è evidente come l'arte l'abbia aiutata a far della sua vita una vera e propria opera, in cui dar senso, valore e ruolo agli artisti come costruttori di nuove e più proficue realtà, in quanto portatori di memorie ormai perdute e riportate in auge dalla fisica quantistica, che vede l'essere umano osservatore, attore e cocreatore. Una ricerca che si rivela attuale ed anticipatrice della più intima natura "entangled" ed energetica del tutto. Pubblicato a pagina 128 e 129 di pag. 282.
XL Quintetti d'Arte a cura di Giorgio di Genova Carla Guidi

06/04/2020

XL Quintetti d'Arte a cura di Giorgio di Genova Carla Guidi

Mostre paradigmatiche e vetrina dell'invisibilità

Il valore della diversità nei nostri tempi di Monica Melani - curatrice “Non giudicare sbagliato ciò che non conosci, prendi l’occasione per comprendere.” Così affermava Pablo Picasso, che ha fatto della diversità la sua unicità e ricchezza. Gli artisti conoscono bene, perché lo incarnano, il valore del riuscire ad esprimere ed essere ciò che si è veramente, anche a costo di non essere riconosciuti, emarginati e giudicati secondo canoni che non appartengono a valori assoluti, bensì alla cultura, al tempo e all’ambiente di appartenenza. Perché la natura ha fatto dell’artista un “diverso” e il paladino stesso di questa “diversità”. In lui arde un fuoco che non può essere domato se non nella trasformazione della propria esistenza ad immagine e somiglianza del proprio percepito e vissuto con occhi sempre nuovi e originali. Una necessità da condividere e comunicare, un viaggio di scoperta che, a dirla come Marcel Proust, consiste nel “possedere altri occhi, vedere l'universo attraverso gli occhi di un altro, di centinaia d'altri: di osservare il centinaio di universi che ciascuno di loro osserva, che ciascuno di loro è”. Perché questa e’ una delle più alte funzioni dell’Arte: partire dall’individuale per espandersi all’universale. E nel profondo, ogni essere è artista dentro, con una creatività che, se espressa, contribuisce a renderlo originale creatore di una vita appassionante e imprevedibile, dove ognuno è messo alla prova, sfidando i limiti del conosciuto, per evolvere. Come sarebbe un mondo con esseri identici? Stessa forma fisica, stessi pensieri, modi di vivere ed agire sempre uguali a sè stessi… Una monotonia innaturale, poiché come affermava Tiziano Terzani, “È nell’armonia fra le diversità che il mondo si regge, si riproduce, sta in tensione, vive”. Una tematica vitale quanto scomoda quindi, quella al centro della mostra e del lavoro degli artisti, amplificata dal fatto di volerla indagare dal punto di vista del femminile, in tempi in cui ancora non ci si rivolge al genere femminile con la stessa dignità di sguardo: tempi oscuri di contrasto spesso violento, nell’incapacità di sorpassare una cultura secolare che ha visto la donna sottomessa al maschile in quasi tutti i campi del sociale. Ad appesantire il cuore e a rendere ancora più necessaria la riflessione sul valore della diversità e della sua accoglienza ed inclusione, è rappresentata dalle ondate migratorie e la mescolanza di culture in atto, percepita dai più come invasione e messa in pericolo dei propri fragili confini, anche quando è una madre con i suoi piccoli figli a cercare approdi sicuri e solidarietà umana. Eppure è la pratica quotidiana e l’esperienza di ognuno a darci motivo per riconoscere la diversità come una ricchezza per tutti in grado di espandere e cambiare in meglio, attraverso la conoscenza di altri punti di vista, la percezione delle idee. E’ infatti quando due visioni differenti entrano in gioco che si scoprono i limiti del proprio individuale pensiero spesso influenzato da formazione, stile di vita, ambiente familiare e cultura di appartenenza. Anche il mondo delle imprese riconosce nel brainstorming, una tecnica di gruppo basata sulla condivisione di idee spontanee e senza filtri, una pratica in grado di stimolare la creatività e la scoperta di soluzioni concrete altrimenti impensabili. Poiché l’essere umano è un essere sociale che vive, si nutre e cresce delle relazioni fra il suo mondo interno ed il vissuto esterno. L’alternanza del movimento del respiro che lo tiene in vita, ne è la dimostrazione più palese avendo una fase interna di inspirazione e rigenerazione ed una esterna di espirazione e mescolanza. La prospettiva differente non solo aiuta a prendere migliori decisioni, ma anche a trasformare positivamente i pregiudizi spesso alla base dell’ignoranza, della paura, della discriminazione, dell’intolleranza e della violenza che ne può scaturire. Quindi avere una mente aperta alla conoscenza dell’altro da sè, e fare dell’accoglienza un processo del pensiero e del discernimento, può unirci nella diversità facendoci apprezzare generi, culture, tradizioni ed abitudini di persone che vivono quotidianità totalmente diverse dalle nostre, senza sentirsi minacciati nella propria identità e potere personale. Accoglienza, inclusione, confronto e soluzioni creative sono qualità proprie del femminile che è in ogni genere, in quanto espressione dell’emisfero destro del cervello di cui la donna, quando in armonia con sè stessa, ne è uno specchio visibile a tutti. E sono proprio questi gli aspetti che nel MitreoIside, inteso come vera e propria opera dell’arte vivente ed auto creante, mettiamo al centro della quotidianità fatta di relazioni, progettualità, passione e tanta buona volontà nel rispetto e nell’armonizzazione del riconoscimento valoriale delle peculiarità degli altri, intesi come elementi fondamentali nella costruzione della realtà che stiamo vivendo insieme e di cui ognuno ne è diretto respons-Abile. Anche questa mostra ne è testimonianza. Nata da un bando aperto a tutti - artisti professionisti e non, diversi per generi, cultura, età, estrazione sociale, paesi di provenienza, ricerca ed utilizzo di medium - valorizza, attraverso un allestimento di ampio respiro, l’originalità dell’opera del singolo artista, che dal confronto con le opere affiancate, trae comunque arricchimento e mai svantaggio. Punti di vista differenti che, nella prospettiva valoriale, restituiscono sul tema sfumature diverse e stimolanti. Ringrazio pertanto i ventinove artisti partecipanti: Daniela Belotti, Wanda Bettozzi, Stefania Chiucchiù, Emanuela De Franceschi, Rita Denaro, Rossella Di Donato, Giovanna Ferraro, Loredana Galigani, Primo Gambini, Fiorenza Gorio, Adriana Lucis, Mirta Maranca, Rosa Marasco, Barbara Maresti, Monica Melani, Adamo Modesto, Dominga Pascali, Veronica Pavia, Patrizia Perticari, Milena Petrarca, Barbara Reale, Flora Rucco, Assunta Sannino, Katia Seri, Fabrizio Spagnolo, Giuliana Tavolieri, Manuela Trevisi, Vladimiro Verdat, Ernestina Zavarella. Ringrazio inoltre gli artisti che, aderendo al catalogo, hanno permesso la produzione dello stesso e quindi la diffusione ad altri di quanto co-creato insieme. Vorrei soffermarmi ora e ringraziare tutti i soggetti che, durante l’inaugurazione, avvenuta il 30 novembre 2019, hanno contribuito a generare emozioni ed arricchimento nel pieno spirito dell’articolo 3 della DICHIARAZIONE UNIVERSALE DELL'UNESCO SULLA DIVERSITA' CULTURALE, che così recita : “ La diversità culturale amplia la gamma di opzioni aperte a tutti, è una delle radici dello sviluppo inteso non semplicemente in termini di crescita economica ma anche come mezzo per raggiungere una esistenza più soddisfacente dal punto di vista intellettuale, emotivo, morale e spirituale”. L’Associazione Orchidea Latina aps, ed in particolare la sua presidentessa Cecilia Salaices, che con la sua passione per la cultura messicana ha prodotto, in collaborazione con la meravigliosa attrice Sara Guasti e la Fashion Look Accademy che ne ha curato l’immagine, la performance “Yo soy calaca”, ispirata, con rara sensibilità e delicatezza, ai terribili femminicidi di Ciudad Juarez, una delle realtà più drammatiche a livello mondiale, che ha emozionato una platea attenta e a tratti profondamente commossa. Si ringrazia l’artista Barbara Maresti per la sua performance: veri e propri quadri viventi ispirati alle sue poesie, interpretate con intensità emotiva dall’attrice Chiara Pavoni. L’evento, che si è inserito nell’ambito delle numerose iniziative che la città di Roma ha dedicato per sensibilizzare circa la pericolosa escalation di violenza sulle donne, ha visto anche un importante confronto e racconti di vita da parte di donne che hanno tratto, dalla loro iniziale fragilità, forza ed ispirazione per aiutare altre donne in difficoltà, ma anche nel promuovere e facilitare un cambio di paradigma ormai necessario e irrimandabile, da parte della società tutta. L’ interessante tavola rotonda al femminile ha visto interventi della sottoscritta, in qualità di curatrice della mostra ma anche di artista ed imprenditrice fondatrice del Mitreo, di Cecilia Salaices, fondatrice e presidente dell’Associazione Orchidea Latina aps, Vanessa Gusmao psicologa e rappresentante ADBI - Associazione Donne Brasiliane in Italia e Casa Internazionale delle Donne, Elsa Javier, chef internazionale, inserita nel volume delle “100 donne che cambieranno l'Italia”, Reyna Victoria Terrones Castro, vicepresidente della Confcooperative di Roma, che ha parlato della violenza sulle donne migranti. Ringrazio tutte per il dono della condivisione di quanto sperimentato sulla propria pelle che ha dato forma all’ambivalenza del concetto di diversità che, da un lato, negativamente provoca sofferenza, rifiuto ed esclusione e dall’altro, arricchimento ed espansione di coscienza, nell’integrazione e confronto con gli altri. Ringrazio due donne, che hanno voluto sostenere questa nostra pubblicazione, Patrizia e Claudia che, con la loro Agenzia Monteverde, presidiano il territorio, non lontane dal Mitreo, e da oltre 25 anni. Ringrazio anche due uomini, e la loro sensibilità nel sostenerci, ognuno a suo modo: l’amico Adamo Modesto che ci segue ed aiuta con amorevolezza, mettendo a disposizione la sua professionalità e realizzando la grafica di gran parte delle nostre produzioni; e Gianluca Martinati, Direttore della Agenzia 14 della Banca di Credito Cooperativo, per il sostegno. Ringrazio mia figlia Michela, collaboratrice preziosa, per il suo approccio al femminile e per quel suo sesto senso, che la vede attenta nel proteggere i più piccoli del MitreoIside, paziente nell’ascolto degli anziani e coordinatrice delle migliori potenzialità e ricchezze della nostra realtà. Ringrazio infine Patrizia, altra donna preziosa dello staff. In conclusione oserei dire che la diversità è una qualità percepita e di natura relazionale e che ogni essere è unico ed originale seppur diverso agli occhi di altri e rispetto ad altri punti di vista. Per massimizzare ciò a vantaggio di tutti occorre promuovere una cultura orientata verso una organizzazione armonica delle diversità, come avviene in natura, e dove ogni parte dell’insieme è essenziale alla vita: una educazione che è pratica quotidiana nel MitreoIside, fin dalla sua fondazione. La pluralità di culture e diversità esistenti oggi nel mondo è anche la reale testimonianza dell’enorme creatività umana, intesa come capacità di trovare soluzioni innovative per migliorare la propria esistenza. Una diversità che quindi è peculiare all’intera umanità, non proclamabile sotto bandiere o definizioni di genere ma da riconoscere come processo da vivere, fatto di scelte, comportamenti, significati e valori: al di là di ogni spazio e tempo. Se l’arte può aiutarci ad essere consapevoli e facilitati in questo: Viva l’Arte!
La diversità del Femminile II

30/11/2019

La diversità del Femminile II

a cura di Monica Melani | presso Il Mitreo Arte Contemporanea di Roma

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